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Roma, 9 luglio 2009 - La crisi economica potrebbe portare all'avvento di un nuovo
romanticismo, ma solo per convenienza. Le statistiche non sono ancora chiare ma un effetto inaspettato della recessione
economica puo' essere la diminuzione dei divorzi, per convenienza s'intende. A calare con la
recessione anche il tasso di natalità. Un trend rilevato anche in Francia, paese campione d'Europa per natalita', dove nel primo
trimestre del 2009 e' stato registrato un leggero delle nascite, dovuto
appunto alla crisi economica. Ma il premio Nobel dell'economia Gary Becker,
specialista in famiglia, preannuncia il 'baby boom' della recessione: giura che non
saranno poche le donne che potrebbero approfittare della loro disoccupazione
o parziale riduzione dell'orario di lavoro per mettere in cantiere un bambino.
Le prime cifre arrivano dall'America: oltre il 4% delle coppie in crisi che si erano gia' presentate davanti al giudice per mettere
fine al loro matrimonio hanno deciso di fare retromarcia e di tornare a vivere insieme.
In Inghilterra invece, negli ultimi sei mesi, ben il 48% di coppie
sposate candidate al divorzio, hanno deciso di abbandonare la procedura di separazione.
Ed in Francia i piu' grossi studi specializzati in diritto della famiglia
e cause di seeparazione constatano un evidente rallentamento delle
richieste di divorzio.
A convincere le coppie a resistere alla tentazione di separarsi, non è
tanto per l'amoe ritrovato, ma per i costi troppo elevati di un divorzio e la necessita'
ugualmente onerosa di trovarsi un'altra casa o pagare gli alimenti . "Le
separazioni possono condurre le coppie economicamente vulnerabili verso situazioni di precarieta', a volte di poverta', normale dunque che in
periodi di crisi ci si pensi due volte prima di fare il grande passo
della separazione e del divorzio", conferma Claude Martin, sociologo del divorzio. Senza
contare le ragioni psicologiche: "In periodi di crisi, la gente tende ad avvicinarsi e la protezione ultima resta la famiglia e la coppia",
assicura l'esperto Jean-Claude Kauffman, che pero' avverte: "In tempo di crisi ci sono meno separazioni ma piu' liti. E le
continue liti potrebbero portare ad una separazione non appena la crisi economica sara'
finita".
(Fonte AdnKronos).
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